Mondo reale e mondo virtuale: come accogliere ed educare i bambini

Mondo reale e mondo virtuale: come accogliere ed educare i bambini

pubblicato in: I giovedì del Collegio Cairoli | 0

Relatore

Prof. Amilcare Acerbi

Abstract

Questa società muta con accelerazioni improvvise, bisogna offrire ai bambini, tutti, una nuova accoglienza e un ascolto profondo, che sappia declinare le diversità trasformandole in vera ricchezza, che insegni la creatività, che accompagni ciascuno nel formarsi l’identità.

Siamo di fronte a svolte epocali, dovute all’evoluzione delle economie e delle tecnologie, agli strumenti di comunicazione e narrazione, all’impatto tra mondo reale e mondo virtuale, allo sviluppo dei diritti.

Il cambiamento è significativo anche a causa della trasformazione delle relazioni individuali e delle affettività: i figli sono sempre più oggetto di desiderio e non solo, come un tempo, strumento di sopravvivenza per i genitori e per la specie umana. E tale consapevolezza si diffonde anche oltre la cultura di origine, per lo più per imitazione, nell’edonismo di massa e dei consumi.

I bambini sono sottoposti ad una forte pressione mediatica, abilissimi sono i venditori a inseguirli con ogni mezzo per condizionare gli acquisti dei genitori.

Nel panorama pedagogico italiano spuntano esperienze parallele alla scuola, integrate o indipendenti.

Parchi a tema, atelier creativi, associazioni sportive, sezioni didattiche museali, fattorie didattiche, centri di cultura per l’infanzia e l’adolescenza. La rete e la produzione virtuale è altrettanto prolifica e attrattiva.

Come orientarsi nell’accompagnamento di figli e allievi ? Verranno illustrati alcuni modelli e proposte alcune riflessioni utili a genitori, insegnanti, amministratori che orientino le loro scelte.

Data e luogo

11/02/2016 h 18.00

Collegio Cairoli, Piazza Cairoli 1 PV, Aula Magna

Biografia

Amilcare Acerbi ha costruito la sua esperienza in Pavia, contribuendo ad avviare tra il 1974 e il 1980 doposcuola e servizi per l’infanzia. Nel 1978 realizzò la prima City Farm italiana, Bosco Grande, che tuttora funziona con interessanti risultati (le fattorie didattiche sono nate un decennio dopo). Ne perfezionò il modello a Torino, con Cascina Falchera, nel 1997, quando andò a coordinare tutti i servizi educativi comunali, dai nidi ai laboratori delle scuole dell’obbligò e avvio ben otto centri di cultura per l’infanzia e l’adolescenza; il primo dedicato al gioco lo aveva progettato e realizzato con Walter Ferrarotti per Torino nel 1987 (unico in Europa, con la più completa raccolta di giochi dalla magna Grecia a oggi). Co-progettò nel 2000 il Parco della fantasia, a Omegna, ispirato a Gianni Rodari. Si è fatto una bella esperienza sui temi del gioco, prima presiedendo il Comitato italiano gioco infantile (una delle molte iniziative culturali fondate a Ivrea da Adriano Olivetti, poi dirigendo GioNa, associazione nazionale delle città in gioco); dopo aver visitato e analizzato tutti i musei europei con attività per bambini, creò percorsi didattici per musei, enti, imprese (Diocesano di Milano, Fondazione Vittoriale degli italiani, museo delle Alpi di Bard, in Val d’Aosta, Santa Giuletta, Museo della bambola, Fondazione pianura Bresciana a Cigole, Comitato Italia 150, Coop Italia, Barilla, Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna, Amicolibro al Castello di Belgioioso, Provincia di Pavia). Si è misurato con le questioni inerenti i giovani del Sud, presiedendo per otto anni La Biennale delle arti e scienze del Mediterraneo, con sede a Salerno, indi progettando il Parco dedicato a Gian Battista Basile a Siano, accompagnando a Salerno nel loro rilancio la scuola media Quasimodo, l’istituto d’arte Menna e ora il Liceo artistico Sabatini, attraverso azioni di progettazione con gli allievi e i professori.

Molto altro ha fatto comunque, di cui si parla in forma di manuale in alcune pubblicazioni, l’ultima edita da Franco Angeli, “Musei, non musei, territorio, modelli per una pedagogia urbana e rurale”, curato con Daniela Martein, già pedagogista del comune di Pavia.

Nel gennaio del 2015, assieme ad altri coraggiosi, ha fondato la società editoriale e di consulenza pedagogica ZeroSeiUp, decisi a rifondare i servizi per l’infanzia italiani.